POWERMETAL.IT
Reviewed by
Ninni “Ninneus” Cangiano
Forgotten Tales – All The
Sinners
I Forgotten Tales sono un validissimo
gruppo canadese che ho conosciuto casualmente su Internet qualche tempo fa
all’epoca del loro esordio discografico dal titolo “The promise”;
sono dediti ad un classico Power Speed Metal sinfonico con voce femminile (la
sensuale Sonia Pineault), dalle tematiche fantasy medievaleggianti (il loro
logo è rappresentato infatti da un dragone rosso), con evidente
ispirazione nei nostrani Rhapsody. Autori finora di due dischi, purtroppo non
distribuiti in Italia; l’unico modo per procurarsi le loro opere,
infatti, è acquistarli direttamente dalla band sul loro sito ed attendere pazientemente l’arrivo per posta (i tempi
di consegna sono relativamente rapidi pur arrivando da oltreoceano). Questo
“All the sinners” è il loro secondo
lavoro, uscito verso fine 2004 ma purtroppo arrivatomi tra le mani solamente di
recente.
Il disco è aperto da una vera e propria ouverture classica (e
già qui si vede di che pasta sono fatti questi 5 ragazzi), dal titolo
“The hideaway” che precede la stupenda “Lady of the
forest”, primo pezzo metallico che parte con doppia cassa a manetta, riff
taglienti e la voce di Sonia sempre su toni molto acuti. I nostri amici canadesi
non scherzano affatto: la chitarra di Martin Desharnais tesse riff ed assoli
notevoli, dimostrando una formazione classica (del resto è
l’autore di quasi tutte le partiture), la voce di Sonia è molto
potente e pulita e raggiunge con facilità note elevate, la sezione
ritmica (rispettivamente a cura di Pat Vir al basso e Cédrik
Prévost alla batteria) non perde un colpo. Forse la sola
tastiera di Frédérich Desroches è relegata a mio parere
troppo in secondo piano.
Segue la title-track “All the sinners”, pezzo leggermente meno
tirato, ma ugualmente molto piacevole, dotato di un coretto di facile presa e
finalmente tastiere in bella evidenza, di chiara ispirazione Rhapsody. Si rallenta notevolmente con “Wind oh wind”, pezzo di oltre
6 minuti da assaporare appiccicati alla propria partner (e per i single?
Sognate momenti migliori lasciandovi trasportare dalle note…).
Un temporale apre la strumentale “The
message” altro pezzo piacevolissimo sparato a mille all’ora, con
batteria e chitarra solista in ottima evidenza. La successiva “March for
freedom” è il pezzo più
orecchiabile
Arriva il turno del pezzo più lungo (quasi 9 minuti!), dal titolo
“Three wishes”. Ho sempre avuto una certa diffidenza verso pezzi
così lunghi, a mio parere o ci si trova davanti a dei capolavori (come
le tante suite degli Helloween era-Hansen/Kiske), oppure dei mattoni di
difficile digestione. Questa canzone non rientra sicuramente in
quest’ultima categoria; ci troviamo, infatti, davanti ad un pezzo
interessante, mai noioso, con un assolo di basso, chitarre orientaleggianti,
batteria precisa e potente, tastiere che intrecciano e legano il tutto e
l’elegante voce della rossa Sonia ad impreziosire il tutto.
La spinetta (o meglio, le tastiere che cercano di imitare la spinetta) apre
“Fairytales” altro pezzo speed molto catchy ed orecchiabile (tra
l’altro, scaricabile in mp3, dal sito della band assieme a “Three
wishes” e “March for freedom”, di cui è anche
disponibile il video), nonché la cadenzata e ragionata “My soul”,
pezzo che mi ha impressionato meno degli altri, non proprio un tallone
d’Achille, ma qualitativamente un passo indietro rispetto alla restante
parte del disco. Chiude il disco l’ottima “Magic fountain”,
dai piacevoli intrecci chitarre/tastiere. Cos’altro aggiungere? A parte
un artwork non proprio eccezionale (diciamo che la copertina non è il
massimo della vita), a me il disco è piaciuto molto e questi canadesi
meriterebbero sicuramente maggior attenzione perché ci sanno fare davvero!
Consiglio: se non cercate l’originalità a tutti i costi, fateci un
serio pensierino ed andate ad ordinarvi il disco sul sito della band.
Note : 8/10