METALLUS
Reviewed by
Leonardo Cammi
Forgotten Tales – All The
Sinners
I Canadesi Forgotten Tales sono l’unico combo della
nazione nord-americana che si sia dedicato anima e corpo ad sound di matrice
epic-sinfonico di rhapsodiana memoria. La band americana conferma quanto importante sia stato per tutto il movimento metal
planetario l’avvento dell’Hollywood metal! Il
nuovo CD, intitolato ‘All The Sinners’, arriva oggi dopo il debutto
intitolato ‘the Promise’ e targato 2001. Nel secondo lavoro
troviamo gli stessi ingredienti del debutto, ossia la voce ammaliante e potente della “rossa”
Sonia Pineault (che ricorda in parte, sia fisicamente che per la voce, Michela
D’Orlando, la singer dei nostrani Power Symphony) nonché
arrangiamenti perfetti e composizioni confezionate con estrema
professionalità. ‘All The Promises’ presenta per metà
un concept (le prime sei tracce) lirico imperniato sulla figura della
‘Lady Of The Forest’, un druido al femminile e le sue peripezie che
la portano ad affrontare diverse difficoltà come ad esempio
l’ignoranza e la violenza degli uomini (la cover di Jacques Marcoux viene
ad immortalare un momento particolarmente drammatico del racconto).
Dal punto di vista musicale, dopo l’intro ‘The
Hideway’, l’opener ‘Lady Of teh Forest’ si presenta
come un ottimo pezzo di power metal, costruito su una matrice non prevedibile.
Al contrario la successiva ‘All the Sinners’ è una cavalcata
che, seppur abbastanza scontata, conquista al primo ascolto, con un coro di impatto
veloce e memorizzabile al primo ascolto (in particolare il ritornello si basa
sull’apporto di un coro di quattro
elementi particolarmente pomposo). Con ‘Wind Oh Wind’ incontriamo un lento maestoso e drammatico che contrasta con
l’ariosità e la positività delle due precedenti track; in quest’ultimo
brano si ritagliano una fetta di palcoscenico la voce evocativa di Sonia, i
lunghi bellissimi assoli e i melodicissimi fraseggi del chitarrista Martin Desharnais, altra anima pulsante dei Forgotten
Tales. La band esce allo scoperto al completo per la strumentale ‘The
Message’, che sfrutta molto l’ottima linea ritmica formata da
Cedric Prevost (batteria) e Pat Vir (al basso), nonché i gorgheggi
celestiali di Sonia, che crea singoli momenti di pura enfasi epica. ‘March
For Freedom’ chiude il concept del CD e ci dona un brano di puro power-speed melodico, prevedibile ma
infinitamente affascinante, con un coro che ci ricorda gli Helloween migliori e una tradizione musicale che non
verrà mai meno.
La tracklist prosegue con il brano più complesso ed articolato
del lotto, ossia la lunga ‘Three Wishes’, che ci presenta anche le
credenziali del tastierista Frederick Desroches, che non manca di sottolineare
ed arricchire sia l’introduzione che ogni momento puramente strumentale,
con fraseggi barocchi e romantici di grande impatto. Il
pezzo è un mid-tempo che presenta diversi cambiamenti di tempo, stacchi
strumentali e mette alla prova anche l’ottima linea ritmica (in certi
frangenti il pezzo ricorda qualcosa dei Blind Guardian di
‘Nightfall…’). La successiva ‘Fairytales’ inizia
con il clavicembalo di Frederick che si viene a incastrare con la cavalcata
ritmica della chitarra di Martin. Il brano poi si sviluppa in una power track
con la tastiera e la voce Sonia sugli scudi per quasi tutto l’arco dei 5
minuti di durata della canzone (peccato per il coro abbastanza incolore).
L’inizio della penultima track ‘My Soul’, è ancora
tutto per la tastiera di Frederick che ci introduce ad un pezzo rallentato e
drammatico, che ci fa scoprire anche un’anima rock fra le cartucce dei
Forgotten Tales. Il CD finisce con un brano appena discreto, ‘Magic
Fountain’, che non scalfisce minimamente il valore di un secondo album di
gran qualità per il combo canadese.
Note : 7,5/10